Un estratto da “Tutto il mondo passa da qui”

03/06/2025. “Robert Kennedy è morto”, disse.

Noi seguivamo poco la politica, tranne i grandi eventi che scuotevano il mondo, ma papà parlava bene di Robert “Bob” Kennedy, un uomo che aveva sempre lottato per la pace.

Morto?”, chiese Peter, la sua voce incredula. Voleva chiedere qualcos’altro ma non ce ne fu bisogno.

Papà sollevò la mano destra e formò una pistola, indice e medio stesi in avanti, pollice alzato. Chiuse un occhio come per prendere la mira verso di noi e, in completo silenzio, mimò il gesto del colpo che partiva. Poi abbassò la mano e, preso il suo bicchiere, si ritirò in camera. Fu difficile mettersi a preparare il pranzo dopo una notizia del genere. Sembrava che chiunque cercasse di fare qualcosa di buono nel mondo venisse in qualche modo ostacolato, punito. Era una guerra contro la pace e contro la vita.

In questo brano, tratto dal nuovo romanzo di Letizia Turini dal titolo Tutto il mondo passa da qui. A Lerici, crocevia di vite e nazioni ripercorriamo il momento dell’uccisione di Robert Kennedy, avvenuta a Los Angeles il 6 giugno del 1968, e delle ripercussioni sulla comunità di giovani viaggiatori provenienti da tutto il mondo riuniti nel castello di Lerici, sotto l’ala protettrice di Madì, figura carismatica. Un romanzo storico che ci porta nel Golfo dei Poeti degli anni Cinquanta/Sessanta, in anni di cambiamento, crescita, sogni e ricerca di sé.

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