02/07/2024. “Nel frattempo, non avevo scordato Victoria. Alla fine della prima giornata del convegno, nel tardo pomeriggio, mentre passeggiavo tra le calli, pensavo a un modo per ritrovarla non appena fossi rientrato in città. Da quando era partita, più di nove anni prima, Victoria mi aveva scritto una sola lettera, poche settimane dopo il suo arrivo in Australia, e non aveva mai risposto alle numerose mie. Erano trascorsi ormai cinque anni da che sua nonna era venuta a mancare e da quel momento non avevo saputo più nulla di lei. Dunque ora, se davvero era tornata, come avrei fatto a rintracciarla? Da quello che sapevo, una volta morta sua nonna, Victoria non aveva più alcun familiare nella sua città d’origine.
Mi struggevo, allora, mentre osservavo distrattamente i motoscafi che partivano verso piazza San Marco, per indovinare il motivo del suo ritorno. E a tratti m’illudevo che quel motivo fossi addirittura io…
L’illusione, però, durava pochi istanti. Interveniva poi la mia parte razionale a raffreddare ogni entusiasmo. Se in nove anni Victoria mi aveva scritto una sola volta, perché ora, senza alcun preavviso, doveva essere tornata per me?”
Il brano sopra riportato è tratto dal nuovo romanzo di Massimiliano Stefani dal titolo Victoria non esiste. All’improvviso, un’esplosione a Trieste, dove l’autore affronta il tema del ricordo di un amore che accompagna il protagonista dall’adolescenza in poi.
Ed è proprio l’amore il nucleo centrale di un romanzo intenso che si legge tutto d’un fiato.

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