21/12/2021. “Scriveva notte e giorno e non amava la tecnologia: niente computer, niente “diavolerie moderne”. I suoi racconti piacevano ai cosiddetti lettori di nicchia, quelli col palato buono. Beh, quante ne aveva passate quella penna tra le sue mani! Aveva girato il mondo, fra quelle pagine, conosciuto musicisti, poeti e filosofi. Aveva passato guerre, vissuto in luoghi silenziosi, per lo più biblioteche. Ma aveva anche avvertito chiara la sensazione di solitudine fra le mani legnose di un uomo che null’altro faceva, nella vita, se non scrivere. L’unico e solo pensiero di quell’essere umano. Penna aveva assistito al susseguirsi di albe e tramonti alla luce di una lampada.
Aveva fatto il doppio giro carpiato, finendo dolorante sul tappeto rosso siriano quando l’idea non veniva. Perché quando la frase giusta non voleva saperne di uscire, in un impeto di rabbia il signor Loren la lanciava lontano.
≪Eccoci, ci risiamo! Colta di sorpresa, ma atterraggio ben riuscito≫, diceva Penna tra sé e sé.
Il brano sopra riportato ci presenta i due protagonisti del nuovo racconto di Francesca Mussoi dal titolo Vita di Penna, illustrato da Elisabetta Dal Pont: Loren, uno scrittore isolato dal mondo e la fedele e vecchia penna, voce narrante di una storia che potrebbe sembrare scontata ma che si rivela ricca di colpi di scena e che improvvisamente si tinge dei colori inaspettati dell’avventura e dell’amore.

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