28/12/2022. “Un compressore pompa aria in un tubo immerso nella vasca di alluminio, dentro cui alcune carpe nuotano attorno al bordo, schizzando fuori l’acqua con le code. Una donna si avvicina, solleva prima un piede, poi l’altro per evitare i rivoli d’acqua che scorrono sul cemento. Quei movimenti vivi dentro la vasca l’attraggono e con gli occhi inizia a seguire una sagoma fra le bolle. Le sue dita fremono, esita per qualche istante, infine punta l’indice su una schiena dorata. Ruslan, detto a sua volta Carpa, prende il pesce con un retino e lo butta sopra un tavolo d’acciaio. L’animale si scuote. Carpa comincia ad affilare il coltello provocando una serie di stridii metallici. Senza distogliere lo sguardo dagli arnesi, blatera qualcosa alla donna che, con garbo, accenna un sorriso di circostanza, mentre finge di cercare nella borsa. Pochi minuti e tutto è finito, budella da una parte e quello che rimane, pesato, dall’altra. La donna allunga delle banconote, Carpa si pulisce le mani su uno straccio sporco di sangue e squame, prende i soldi, li conta aprendoli a ventaglio e poi li avvolge assieme agli altri che tiene in una tasca dei pantaloni consunti”.
Siamo a Leopoli in Ucraina, all’interno del Vynnykivski bazar, uno dei dodici mercati della città. Qui Oleh, Arseniy, Mariya e “Carpa”, poco più che adolescenti, sgobbano dall’alba alla sera in cerca del loro futuro verso una vita migliore. Nel volgere di pochi mesi a tutti e quattro la vita presenterà il conto, mentre la guerra bussa alle porte dell’Ucraina indossando la divisa dell’Orso russo. Vynnyki bazar, da cui abbiamo tratto il brano sopra riportato, è la terza prova di altissimo livello per Massimiliano Alberti, dopo L’invitato e La Piccola Parigi; Vynnyki bazar è il libro della maturità letteraria, in tutto e per tutto un grande, amaro, indimenticabile racconto d’autore.

Lascia un commento