Un libro come salvezza, un estratto da “Libri! libri”, di Federico García Lorca

14/01/2025. “Libri! Libri! Ecco una parola magica che equivale a dire: amore, amore, e che tutti i popoli dovrebbero chiedere come chiedono il pane o come anelano la pioggia per i loro campi seminati – scrive Federico García Lorca in Libri! Libri! Discorso al paese di Fuente Vaqueros. Quando il grande scrittore russo Fëdor Dostoevskij, padre della rivoluzione russa ben più di Lenin, era prigioniero in Siberia, isolato dal mondo, dentro quattro mura e circondato da desolate pianure di infinita neve, chiedendo conforto via lettera alla sua famiglia lontana, diceva solo: “Speditemi libri, libri, tanti libri affinché la mia anima non muoia!”. Aveva freddo e non chiedeva fuoco, aveva una sete terribile e non chiedeva acqua: chiedeva libri, ovvero orizzonti, ovvero scale per salire sulla vetta dello spirito e del cuore. Perché l’agonia fisica, biologica, naturale di un corpo per fame, sete o freddo, dura poco, molto poco, ma l’agonia di un’anima insoddisfatta dura per tutta la vita”.

Pubblicato per la prima volta in Spagna nel 1986, il Discorso al paese di Fuente Vaqueros fu letto ad alta voce dal poeta, presumibilmente nei primi giorni di settembre del 1931, davanti ai suoi concittadini in occasione dell’inaugurazione della biblioteca comunale del paese natìo. Infinito edizioni lo ripropone integralmente nella traduzione curata da Luca Leone nel volume dal titolo Libri! Libri! Discorso al paese di Fuente Vaqueros una vera ode ai libri, una lettera d’amore per la cultura, un invito al pensiero critico e alla resistenza culturale.

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