04/12/2023. “Il Kosovo è l’unico Paese dei Balcani occidentali i cui cittadini hanno bisogno di un visto per entrare nell’Ue nonostante il governo di Priština abbia soddisfatto tutti i requisiti richiesti – scrive Paolo Bergamaschi inKosovo. Tra esistenza, resistenza e coesistenza, intervistando Viola von Cramon-Taubadel, membro del Parlamento europeo, relatrice per il Kosovo della commissione Esteri. Il processo di liberalizzazione dei visti per il Kosovo è il paradigma di come l’Ue non sia in grado di mantenere le promesse. In base al tuo ruolo istituzionale, quale messaggio vorresti inviare al popolo kosovaro e, in particolare, ai giovani desiderosi di condividere il loro futuro con il resto dei cittadini europei?
La popolazione del Kosovo sa quanto io abbia insistito per la liberalizzazione dei visti. Pur essendo lieti che il Consiglio abbia raggiunto un compromesso, ci rammarichiamo profondamente che questo sia arrivato molto tardi, poiché il Kosovo ha soddisfatto tutti i parametri richiesti fin dal 2018. Il recente collegamento della questione dell’abolizione del visto all’attuazione del nuovo sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS) ha solo esacerbato le frustrazioni. I cittadini del Kosovo meritano ora la liberalizzazione del visto. I giovani kosovari, in particolare, dovrebbero godere delle stesse opportunità di viaggio che hanno a disposizione gli altri giovani europei, compresi i loro coetanei dei Balcani occidentali. I visti sono costosi, con una procedura spesso dispendiosa in termini di tempo, oltre che imprevedibile. L’Unione europea non è credibile se non è in grado di adottare il regime di liberalizzazione del visto. Il primo gennaio 2024 è la data in cui ciò dovrebbe avvenire e spero che si possa finalmente realizzare”.
In attesa di questa data importante, per il significato simbolico e pratico che comporta, segnaliamo la lettura di questo interessante testo, che ci permette di conoscere meglio un Paese, i suoi abitanti e la sua storia grazie a un testimone d’eccezione.
I proventi dei diritti d’autore derivanti dalla vendita di questo libro sono devoluti
al Movimento europeo di azione nonviolenta (Mean).

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