24/07/2025. “In un silenzio assoluto e con un cielo sereno, Ambrogio è ora solo sul pack, ovvero sulla calotta polare. Trasporta una slitta al traino dal peso totale equivalente a quello dell’uomo (circa 70 chili), un cane e uno slittino trainato dallo stesso animale. Esploratore e husky siberiano sono legati, perché il secondo, soprattutto nei primi giorni, potrebbe tentare di fuggire. Soltanto quando avrà compreso che le possibilità di cibo e di riscaldamento dipenderanno dal padrone, diventerà il miglior amico di Fogar. La slitta, lunga 2,80 metri per 70 centimetri, è costruita in titanio – materiale ultraleggero – ed è collaudata a carichi di rottura e di torsione fino a 500 chili. Sempre in titanio è pure l’orologio speciale affidatogli espressamente per l’impresa. Fogar è vestito con indumenti prodotti dalla Kappa, storica ditta torinese operante nel settore dell’abbigliamento sportivo, e ricopre il tutto con una pelle di caribù, all’esquimese. Indossa una maschera a forma di muso di cane che gli protegge la bocca dal congelamento e uno spazio con la fessura esterna dove l’aria ha il tempo di riscaldarsi”.
Un uomo, un cane, una slitta e il Polo Nord, sono alcuni degli elementi evidenziati da Lorenzo Grossi nel libro dal titolo Ambrogio Fogar. Le mille straordinarie vite dell’ultimo grande sognatore, biografia appassionata e appassionante di un uomo che ha dominato il mare, il ghiaccio, il deserto. Fogar – che potremmo considerare come un moderno Ulisse – è un uomo innamorato dell’avventura: dalle prime arrampicate in montagna ai lanci con il paracadute, fino a diventare a metà degli Anni ’70 il secondo uomo a compiere il giro del mondo in barca a vela da Est a Ovest, contro le correnti dominanti, sono le prime tappe dell’avventura umana e sportiva di Ambrogio Fogar. Lorenzo Grossi rende omaggio a un uomo che non si è mai arreso, e ha portato avanti importanti campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla ricerca scientifica e sull’inclusività delle persone con disabilità.

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