Una barca per costruire la propria autostima, “Catturando raggi di vento e soffi di sole”

21/12/2024. “Decido di iscrivermi al corso di vela al terzo, perché il mio unico obiettivo, per ora, è quello di riuscire a ricostruire un’autostima rasa al suolo e di saper un giorno condurre la mia piccola barca in maniera del tutto autonoma e indipendente – racconta Isabella Lanzafame nel libro dal titolo Catturando raggi di vento e soffi di sole. Non mi adagerò mai più su nessuno, tanto da perdere, o credere di perdere, le mie facoltà nel riuscire a fare qualcosa: me lo riprometto. E così, poco tempo dopo essere divenuta una socia della Canottieri Mestre, apprenderò, provando una certa vergogna per la mia ignoranza, di non possedere un sàndalo, ma un sàndolo. Viene chiamato nella prima accezione, in maniera errata, solo da chi è della terraferma e non conosce a fondo i reali nomi e le tradizioni di Venezia. E così, la mia amata Camoma in parte è mutata e sono pronta a farlo anch’io”.

Venezia. Una donna e suo figlio, un ragazzo “speciale”, a bordo di un sàndolo navigano i canali più reconditi e sconosciuti della Laguna alla ricerca del Viaggio vero, quello che riserva incognite, che lancia sfide da affrontare, nel quale è impossibile prestabilire tutto. Quel tipo di esperienza che porta a cambiare qualcosa dentro se stessi e rimane lì per sempre.

Isabella Lanzafame in Catturando raggi di vento e soffi di sole ci racconta il suo viaggio in compagnia del figlio, da Venezia fino a Grado, remando lentamente per tredici giorni su una tipica piccola imbarcazione lagunare, mentre il mondo tutto attorno corre via veloce. Un’avventura magica alla scoperta di quanto di meraviglioso possano offrire la Litoranea, la rete fluviale che collega le due città, e la vita.

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