Una riflessione sul Kosovo

27/07/2023. “Sono più di 800mila i kosovari residenti all’estero – a fronte di circa 1,8 milioni di residenti stimati al 2020 – e il numero è destinato ad aumentare, scrive Paolo Bergamaschi nel libro dal titolo Kosovo. Tra esistenza, resistenza e coesistenza. Si tratta di una vera e propria emorragia che consente, però, al Paese di sopravvivere grazie alle cospicue rimesse che arrivano da chi emigra. In base ai dati del 2019, più del 15 per cento del prodotto interno lordo origina dal flusso di denaro che gli espatriati mandano a casa. Quasi il 20 per cento delle famiglie beneficia dei sussidi di parenti residenti all’estero.

Secondo i dati pubblicati dall’ambasciata tedesca a Priština, nel 2021 sono state più di 48mila le domande presentate da cittadini del Kosovo per ottenere un visto di lavoro in Germania. Il tetto fissato dal governo di Berlino, però, è di soli 5.500 permessi l’anno, ovvero 450 al mese. Per ovviare all’ingorgo ed evitare corsie preferenziali senza alcun criterio, così, l’ambasciata ha deciso di affidarsi al caso istituendo una lotteria”.

Dal 1999, anno della separazione cruenta dalla Serbia, poi sancita dalla dichiarazione di indipendenza del 2008, il Kosovo è sospeso in un limbo diplomatico che lo esclude dagli organismi internazionali nonostante sia, di fatto, uno Stato indipendente.

Kosovo. Tra esistenza, resistenza e coesistenza ne ripercorre la storia e traccia degli scenari futuri.

I proventi dei diritti d’autore derivanti dalla vendita di questo libro sono devoluti
al Movimento europeo di azione nonviolenta (Mean).

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