26/09/2019. “Non è punibile”, a “determinate condizioni”, chi “agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli reputa intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli”.
Con queste storiche parole la Corte Costituzionale ieri sera ha deliberato riguardo il caso di Marco Cappato, dell’associazione Luca Coscioni, che rischiava fino a 12 anni di carcere per aver accompagnato Fabiano Antoniani, noto come dj Fabo, in Svizzera a morire. Dj Fabo aveva subìto un terribile incidente che lo aveva reso tetraplegico e cieco e aveva più volte espresso il desiderio di ricorrere all’eutanasia.

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