Versi da “Matria”

12/03/2026. Siamo quelli che sono morti,
sfollati, sterminati, dispersi.
E a oggi non c’è nessuno
che vuole conoscere la strada per la nostra felicità.
Noi
siamo gli ostaggi,
il profumo dei giorni.
Siamo quelli che hanno fame
e il petrolio è il prezzo del nostro cibo.
Oh Kurdistan,
terra di speranza e di fuoco,
ferma le tue lacrime e dormi.
Riposa e non badare al silenzio della storia.
Era sempre silenzioso quando doveva parlare.

L’amore per la madre lontana bloccata nella Siria sconvolta dalla guerra e quello per la patria curda negata dalla violenza e dalla Storia sono il fulcro del nuovo libro di Hisam Jamil Allawi dal titolo Matria. La madre e la patria una delicata e intensa silloge poetica, scritta col sangue, col dolore, con il trasporto di un animo che patisce l’impotenza del suo esistere di fronte all’immensità degli eventi e dell’assenza.

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