“Vite di strada”, la testimonianza di Fabrizio Nurra
On Marzo 13, 2020 | 0 Comments

13/03/2020. In questi giorni di emergenza per il Coronavirus, le associazioni di volontariato che si occupano delle persone che vivono per la strada, chiedono di non dimenticare chi non ha casa. È un appello alla società tutta ad ascoltare le voci, le paure, il desiderio di uscire da una precarietà non voluta di chi vive, ogni giorno, i pericoli della strada. Chi non ha una casa dove “nascondersi”, anche se ha ben compreso la gravità della situazione, oggi non solo ha più difficoltà ad adeguarsi alle norme igieniche di base ma, a fronte della riduzione dei servizi, sente ancor più pesare la condanna all’isolamento e a una vita senza difese.

La lettura del libro di Fabrizio Nurra dal titolo Vite di strada, prossimamente in libreria, fa emergere la voglia di un futuro diverso, le aspirazioni al cambiamento, la ricerca di conforto, le sconfitte e le vittorie, la voglia di uscire dall’isolamento, di chi vive una vita precaria. In un momento in cui tutti ci sentiamo più indifesi, e viene a galla quella che Hannah Arendt chiama “la bugia dell’onnipotenza”, la lettura di queste vite, non tanto diverse dalle nostre, è come una traversata nel deserto. È la stessa che stiamo vivendo in questi giorni, dalla quale possiamo uscirne migliori.

Il libro
Titolo: Vite di strada
Autore: Fabrizio Nurra
€ 14,00 – pag. 160

L’Autore
Fabrizio Nurra
lavora presso l’Ufficio “Affari Sociali” della Prefettura di Roma. Ha pubblicato numerosi articoli sul disagio sociale. È autore di tre libri: La mensa dei poveri a Trinità dei Pellegrini. Economia solidale nella Roma del Seicento (2009); Chiara Maria della Passione. Un’eremita nel cuore di Trastevere (2012); Io desidero la pace (Anì’ Rozeh Shalom). Morris Sciarcon, ebreo di Rodi sopravvissuto alla Shoah (2017).

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