Voci del carcere, voci dal carcere: “Liberi dentro. Cambiare è possibile, anche in carcere”, oggi anteprima a Roma

26/03/2019. “Al Gianicolo non è difficile incontrare i parenti di detenuti: madri, mogli, sorelle insieme ai bambini, che gridano verso il carcere messaggi propri cari con la speranza di vedere un braccio agitarsi fuori da una cella e tentando di decifrare le voci coperte dal frastuono della città.

Mi è capitato una volta di assistere alla scena di una donna e del suo bambino che chiamavano ripetutamente un nome: “Massimo… Massimo…”. Era quasi un lamento, un urlo straziato, rassegnato e poco convinto di arrivare a destinazione. A un certo punto, però, il volto del bambino improvvisamente si era illuminato riconoscendo la voce di “Massimo” che rispondeva al richiamo. “Papà, papà… ciao papà”: di nuovo le urla del bambino, stavolta di gioia.

Allora ero rimasto turbato. Avevo capito in modo evidente la sofferenza patita da chi stava scontando la pena e insieme il dolore profondo di chi, in qualche modo, era suo malgrado coinvolto nella reclusione della persona cara. Il dolore dei bambini, poi, è una pena subita davvero senza colpa alcuna. Si calcola che i minori toccati dal “problema carcere”, per la detenzione di un genitore, in Italia siano circa centomila.”

Più di venticinque anni trascorsi in carcere, per libera scelta, per incontrare le persone detenute in qualità di volontario della Comunità di Sant’Egidio. Da questa esperienza privilegiata Ezio Savasta ha tratto storie, vite e racconti di detenuti che – per quanto gravi possano essere i reati commessi – chiedono di essere ascoltati e non identificati solo come gli autori di un reato. In Liberi dentro. Cambiare è possibile, anche in carcere Savasta ci mostra quanta umanità, quanta vita, siano racchiuse dietro gli spessi muri di una prigione.

Segnaliamo la presentazione in anteprima di questo libro martedì 26 marzo a Roma, presso la libreria Feltrinelli, via Appia Nuova 427, ore 18,00. Dialogano con l’autore Agnese Moro, Maria Claudia Di Paolo, Giovanna Reanda e Silvia Marangoni

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