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    D’orzi Massimo

promo

Adisa o la storia dei mille anni

di: D’orzi Massimo

Prefazione di Silvio Soldini
Introduzione di Fabrizio Grosoli
Postfazione di Riccardo Noury
Con testi di Predrag Matvejević, Paola Traverso e Silvia Angrisani

 

Un viaggio emozionante nel misterioso popolo Rom della Bosnia.
Adisa o la storia dei mille anni racconta un viaggio attraverso uomini, donne, bambini appartenenti al popolo Rom. Un popolo per noi ancora oggi misterioso e sconosciuto, oggetto di discriminazioni e violazioni dei più basilari diritti umani.
Ambientato in una Bosnia Erzegovina ancora lacerata dalle ferite della guerra, questo cofanetto (libro+dvd) fa emergere volti e movenze che ci raccontano di una storia e di una cultura provenienti da molto lontano, la cui bellezza va a intrecciarsi con un linguaggio cinematografico originale, teso a superare la distinzione tra genere documentaristico e finzione cinematografica.
“I Rom hanno vissuto la loro Shoah. Spesso si dimentica che furono uccisi a decine di migliaia nei campi di sterminio nazisti, insieme agli Ebrei. Il loro modo di vivere non è vietato dalla legge, ma sono sottoposti a stretti controlli. Questo capita in vari tempi, in diversi Paesi. Non si sa con esattezza quanti siano i Rom residenti in ciascuno Stato. Sappiamo però che in alcuni sono numerosi, soprattutto nei Balcani orientali. Ma un numero ancora più consistente di essi è ‘sempre in cammino’. Chissà da dove vengono o dove vanno; ignoriamo se  partono o tornano”. (Predrag Matvejević)
“La ‘condizione’ sociale di questa comunità, nelle sue durezze e tragedie, nel suo isolamento frutto di discriminazioni, ma anche nei sogni perduti di un passato mitico e favoloso, viene fuori da parole piene di dignità, ma ancora di più dagli elementi ‘antropologici’ e dalle suggestioni visive che la camera riesce sottilmente a catturare: il fuoco, le ombre, il contrasto tra luce e oscurità, gli arcaici strumenti musicali, le pieghe dei volti e ancora, su tutti, l’incredibile e insondabile sguardo di Adisa”. (Fabrizio Grosoli)
“Credo che sia una concezione del tempo e dello spazio così diversa dalla nostra – e resa così bene dai tempi e dalle atmosfere di questo lavoro – ad accomunare ancora, nonostante tutto, i membri di questo popolo sui generis, l’unico senza bandiere né confini. E a renderlo incomprensibile a noi, abitanti delle società industriali, che poco ormai sappiamo dei ritmi naturali, del susseguirsi delle stagioni, dell’alternarsi del giorno e della notte”. (Silvio Soldini)
“Sulla base di un pregiudizio secondo il quale ‘i Rom sono un mondo a parte’, le autorità di molti Paesi europei hanno creato effettivamente ‘un mondo a parte’. Irriducibilmente diversi da noi, ostili all’integrazione, ‘nomadi’ per i quali le autorità adottano soluzioni adeguate alla loro transitorietà, al loro essere gente di passaggio: container e roulotte, quando va bene. E un unico, apparentemente immutabile, destino, almeno in Italia: la vita nei ‘campi-qualcosa’. Massimo D’orzi con delicatezza ha esplorato quel ‘mondo a parte’, mostrando che si può essere contemporaneamente ‘un mondo a parte’ rispetto a noi e un mondo che è parte di noi, ma che questo non ha niente a che vedere con dare e togliere diritti”. (Riccardo Noury)

16,00 13,60

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ISBN: 9788897016304
Collana: Collana Orienti
Caratteristiche: Formato cm 15x21, copertina plastificata a colori, filo refe + DVD
Anno di pubblicazione: 2012
Numero di pagine: 76
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Autori: D’orzi Massimo