29/12/2022. “Boris ha accolto diverse lezioni della sitcom americana, ma rimane al contempo una serie profondamente italiana – scrive Matteo Marinello nel libro dal titolo Backstage all’italiana
Televisione, comicità e immaginario nazionale in “Boris”, la serie. La sua satira punta a una riflessione profonda, ma la sua comicità si basa anche su maschere molto umane, che riconosciamo nella nostra quotidianità e attualità. Boris, poi, è una serie che parla principalmente di televisione: di quello che va in onda sui nostri schermi, del suo backstage, dei ragionamenti editoriali delle reti. Ma è anche una serie che tenta di utilizzare tutto questo come metafora dell’Italia, un Paese rassegnato a fare le cose male, a una pigrizia conservatrice, allo sfruttamento di giovani talenti, alle raccomandazioni e alla pervasività della politica. Boris, quindi, si guarda dentro ma guarda anche fuori: è fatta da professionisti dell’audiovisivo che riflettono su sé stessi, ma che riescono anche a uscire dalla claustrofobia del teatro di posa per fornirci uno sguardo più ampio e “nazionale”.
Andata in onda per la prima volta nel 2007 e diventata presto una serie di culto, Boris viene vista e rivista ancora oggi da un pubblico giovane sempre più ampio, un esempio di quanto la comicità possa unire e creare comunità.
“Il libro di Matteo Marinello – scrive Luca Barra nella prefazione al volume – prende di petto Boris, ne scandaglia la struttura e gli episodi, ne ricostruisce le principali direttrici, senza fare giustamente troppo caso all’unicità di questa serie italiana ma approfondendone la forza durevole, l’eternità inattesa”.

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