05/06/2026. “Il Timorasso è un antico vitigno a bacca bianca, storicamente radicato nelle colline che segnano il confine meridionale tra Piemonte e Lombardia – scrive Pietro Fusco nel volume dal titolo I vitigni autoctoni del Piemonte. Radici e custodi del vino italiano. Nel corso del tempo è stato conosciuto con diversi nomi: Morasso, Timuassa, Timoraccio, Timorazza, mentre Barbassese è un sinonimo errato. Le sue origini genetiche restano in parte misteriose: il Vitis International Variety Catalogue (VIVC) non ne definisce la parentela, ma le analisi del DNA del 2006 hanno individuato un legame con il Lambruschetto e riconosciuto nella Barbera Bianca un suo discendente diretto. Le prime menzioni documentate risalgono agli Anni ’30 dell’Ottocento: nel 1834 Gallesio lo descrive nelle campagne di Novi Ligure, mentre già nel 1831 era coltivato a Monleale. Una descrizione completa compare nell’Ampelografia della provincia di Alessandria di Demaria e Leardi (1875), che riportano come nel Tortonese il Timorasso occupasse allora un quarto delle superfici a bacca bianca”.
Pietro Fusco, nel libro I vitigni autoctoni del Piemonte. Radici e custodi del vino italiano, ci fa compiere un inedito viaggio tra i vitigni autoctoni piemontesi, dai grandi nomi amati in tutto il mondo, come Nebbiolo, Barbera e Dolcetto, fino ai vitigni cosiddetti minori o quasi dimenticati, come Bian Ver, Doux d’Henry, Gamba di Pernice, Uvalino.
Il Timorasso sarà al centro dell’incontro che si terrà sabato 13 giugno a VIGNOLE BORBERA, (AL), presso l’azienda Ezio Poggio, ore 16,00. Visita in cantina, degustazione dei vini e incontro con l’autore. Protagonista il Timorasso, in quattro versioni. Prenotazione obbligatoria chiamando il numero 0143/67106, costo € 20,00.

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