05/01/2023. Washington, 6 gennaio 2021: “gli insorti, aizzati al punto giusto si dirigono verso Capitol Hill, mentre Trump torna alla Casa Bianca. In tempo per assistere in diretta televisiva l’assalto della folla inferocita e fuori controllo – scrive Giuseppe Carrisi nel saggio dal titolo Il filo nero. Nazismo e fascismo: quando il passato ritorna. Si scatena la guerriglia urbana, che gli agenti in tenuta antisommossa non riescono a contenere. Sul piazzale viene montato un patibolo al grido di “giustiziamoli uno per uno”, riferito ai Democratici, alla Speaker della Camera – Nancy Pelosi – e al vicepresidente Mike Pence, il “traditore”. (…)
Il tempio sacro della sovranità popolare, simbolo della più antica democrazia dell’Occidente moderno, viene violato. Vandalizzato. Distrutto. Dopo quasi cinque ore convulse, il Congresso certifica la vittoria di Joe Biden. Gli Stati Uniti hanno il loro nuovo presidente.
A molti, i fatti di Capitol Hill hanno ricordato la “Marcia su Roma” del 28 ottobre 1922, considerata il “giorno zero” del calendario fascista. Un parallelo, non solo nella modalità d’azione – il ricorso alla violenza come arma di pressione e ricatto politico – ma anche nell’atteggiamento del capo. Anche Mussolini – come Trump – non era alla testa dei suoi sostenitori: tesseva le fila della sua ascesa al potere da Milano. “La storia si ripete sempre due volte – diceva Karl Marx –. La prima come tragedia, la seconda come farsa”. Quella americana, però, non è affatto una farsa, nonostante lo “sciamano” Joe Angeli, mascherato da vichingo con tanto di corna e cappello di pelliccia in testa. Alla fine della giornata si contano cinque morti, tra cui un poliziotto”.
Il nazifascismo non è morto con la fine della seconda guerra mondiale, oggi è di nuovo “protagonista” e si organizza fomentando l’odio razziale, cavalcando la crisi economica e altre emergenze, facendo leva sul malcontento e sulle contraddizioni del mondo globalizzato.
In questo libro, Giuseppe Carrisi – documenti alla mano – ripercorre il filo che lega quel passato al nostro presente: dalla fuga dei criminali nazisti, all’indomani della caduta del regime hitleriano, alle complicità del Vaticano e degli Alleati; dal “colpo di spugna” nella Germania postbellica all’ascesa in tutto il mondo di gruppi e movimenti dell’destra estrema, nuova minaccia per le democrazie. Fino agli oscuri canali di finanziamento che alimentano quest’internazionale nera, non ultima la Russia di Vladimir Putin, che mira a ridisegnare la geopolica mondiale e a indebolire le istituzioni occidentali.

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