Messico e dintorni –

25/08/2018. Dall’Uruguay oggi andiamo a scoprire Cuba insieme a Massimiliano Squillace, che l’ha raccontata nel suo diario di viaggio dal titolo CUBA RESISTE, da cui abbiamo tratto questo breve brano.

“Il ristorante si chiama 1870 e si trova esattamente nella piazza dove mi trovavo nel pomeriggio. È il classico grande ristorante statale cuba­no. Dentro è pienissimo, tutti cubani vestiti a festa. Non c’è ombra di turisti, non c’è traccia di jineteras. Mi portano il menù, lungo almeno 10 pagine, con piatti di pesce, carne, antipasti. Mezza aragosta costa 3 CUC: straordinario. Si avvicina la cameriera; inizio a ordinare. Ho in mente di prendere antipasto, aragosta, contorno e magari un dolce. È la penultima sera, costa tutto poco, mi rilasso. Appena indico l’antipasto, la cameriera mi ferma: “No, no, abbiamo solo questo, questo e questo”.

Di dieci pagine di menù, l’embargo ha fatto sì che questa sera ci fossero in cucina solo tre piatti: due insalate e un riso con i gamberi.

“Ok, va bene questo e questo”.

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