“Non essere triste viaggiatore”, versi per avvicinarsi: incontro domani a Trieste

21/01/2020. Ho nidificato come un uccello con le ali rotte
sulla terra fredda e umida nell’abbraccio della tristezza.
Le notti passano per me durature e oscure.
Anche i giorni non hanno calore
mentre scuoto la mia piuma e l’ala.
Io mi sto arrendendo alle lacrime e alla disperazione.
In una via io mi sono seduto
ma i suoi passanti al posto dei cuori hanno sassi.
Ogni silenzio non significa calma.
Ogni urlo non significa dolore. (Hedayatullah Saberjo)

Fuggiti da casa a causa della guerra, giunti in Italia dopo un viaggio terribile, soli, spaesati, incapaci di comprendere la lingua e di farsi capire, alcuni giovani hanno trovato a Trieste un ambiente accogliente attraverso il Consorzio italiano di solidarietà (Ics) che ha garantito loro una sistemazione dignitosa, la possibilità di imparare l’italiano e di seguire corsi professionali. Alle persone che li accolgono alcuni desiderano raccontare tutto il proprio vissuto, le ansie, le angosce e le speranze, e lo strumento diventa la poesia. Ma per parlare agli italiani, per farsi comprendere veramente e trovare un’intesa profonda, la lingua può essere solo l’italiano, e lo strumento più immediato, per quanto possa sembrare inusuale, la poesia. Nasce così la raccolta di poesie dal titolo Non essere triste viaggiatore dove gli autori manifestano la necessità di avere un approccio con la nostra arte e la nostra cultura, e intanto regalano a noi, attraverso la loro poesia, molti aspetti della loro civiltà. Questo libro è una goccia utile a far diventare questo contatto tra mondi diversi un incontro tra il donare e il ricevere.

Vi invitiamo alla presentazione di questo volume fissata domani a TRIESTE, presso l’università della terza età “Danilo Dobrina”, aula Quasimodo, ore 17,30. Letture a cura di Nadia Pecchiar, musiche a cura di Ismail Ismail.

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