Un estratto da “Essere umana”

27/10/2026. “Oh, che vita grama le toccò in sorte: sua figlia sviluppò opinioni non femminili, audaci, anticlericali; e il colmo fu sentirla parlare di parità di diritti fra uomo e donna! In quei momenti avrebbe voluto che la vergogna e la rabbia facessero sprofondare quella ragazza sottoterra! La figlia di un consigliere forestale imperial-regio osava dire che sarebbe stato giusto che le donne andassero liberamente all’Università, per avere l’istruzione superiore al pari degli uomini, per poi vivere da sole lavorando per mantenersi, invece di aspettare il matrimonio, che non è altro che un semplice rifugio contro la fame e il freddo! Sembrava che non avesse mai imparato nulla in vita sua, e doveva temere per il proprio futuro! Vergine Maria, ma che bisogno aveva lei, così bella e rispettabile, di dire cose compagne, per di più ad alta voce!”

La grande scrittrice ucraina Olha Kobyliànska nel romanzo Essere umana, (tradotto da Marina Sorina), da cui abbiamo tratto questo brano, ci mostra in poche righe la contraddizione tra un tradizionale ambiente borghese di fine Ottocento e l’aspirazione alla libertà da parte della protagonista, Olena, una ragazza con vasti interessi culturali e grande apertura mentale. Queste caratteristiche sono avversate dalla famiglia, che non riesce a incasellare e a imbrigliare la giovane nelle regole della società del momento. Olena, con un grande sacrificio personale, sceglie di vivere la sua vita con indipendenza ma il destino alla fine chiede il conto e Olena si vede costretta a salvare la famiglia accettando un compromesso che la fa sentire come un oggetto in vendita e non più come un essere umano.

Questo libro è stato pubblicato con il sostegno del Translate Ukraine Programme.

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