Un ritratto di El Mencho, da “Il Paese che uccide le donne”

“E chi sarebbe El Mencho?”.

“Il capo dei Jalisco Nueva Generación. Il re delle metanfetamine. Ne smercia in quantità industriali, soprattutto in Europa e Asia. Rendono più di eroina e cocaina. Jalisco è lo Stato messicano per antonomasia – scrive Giuseppe Carrisi nel romanzo dal titolo Il Paese che uccide le donne. Lì sono nati i mariachis, la tequila e il sombrero. E lì El Mencho, un ex agente di polizia, ha trovato la sua consacrazione come uno dei crimina­li più feroci. Talmente feroce, da risultare eccessivo perfino ai suoi stessi uomini. Ha fatto assassinare un uomo e sua figlia, facendoli saltare in aria con dei candelotti di dinamite. E rideva a crepapelle, mentre filma­va la scena con una telecamera. Ha ucciso con le sue mani un bambino di dieci anni che aveva scambiato per il figlio di un rivale. Di lui si sa poco o nulla. Quei pochi che l’hanno visto, lo descrivono come un tipo freddo. Glaciale. Una macchina di morte. Basso di statura, robusto. Occhi e capelli neri. Innamorato delle moto di grossa cilindrata. E dei combattimenti di galli. Per il resto, una sorta di fantasma. Da quando Los Zetas sono caduti in disgrazia, ha scatenato una guerra sanguinaria per la supremazia e il controllo di Ciudad Juárez. Li vuole cacciare via e prendersi tutto. E ha i mezzi per farlo. Diecimila gregari pronti a tutto e molti più soldi”.

Il brano che avete letto tratteggia molto bene la figura di El Mencho, che ha minacciato – via social – una giornalista messicana e alcuni media del Paese, accusandoli di non raccontare in maniera corretta quanto accade in Messico. Possiamo immergerci in un Paese, grazie a
Il Paese che uccide le donne, caratterizzato da una realtà spesso taciuta e volutamente ignorata, dove se per la maggioranza della popolazione è difficile vivere,  questo è ancora più vero per una donna.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *