Un’amara verità: “Fiori di strada. La tratta delle donne in Italia” di Alfonso Reccia

23/11/2020. “Quella volta, però, non fu lapidaria; al contrario, mi investì con una fitta sassaiola di parole. «Conosci vecchio? Quello scopare tutte qua. Solo ciccione no. In macchina. Collega suo giovane fa sega!».
Difficilmente interrompo una persona che ha voglia di parlare e sfogarsi, ma feci una rara eccezione, usando la scusa banale del cellulare che squillava.
Fu davvero doloroso per me: sapevo che era molto più penoso per lei, e tutti gli altri fiori. Se ti calpesta qualcuno involontariamente o distrattamente, fa male. Se ti calpesta qualcuno di proposito, fa ancora più male. Ma se ti calpesta colui che pensi ti possa aiutare o curare, ti lascia senza speranza; è l’effetto peggiore”.

Alfonso Reccia nel libro appena uscito dal titolo Fiori di strada. La tratta delle donne in Italia raccoglie le voci e le testimonianze di tante donne africane costrette a prostituirsi lungo strade percorse ogni giorno da migliaia di persone, talvolta con connivenze inimmaginabili, senza che qualcosa cambi davvero. Siamo nelle province di Caserta e Napoli, ma non c’è alcuna differenza con quelle di Milano, Roma o altre grandi città. Giovani donne e le loro vite, i loro dolori, i loro sacrifici, tante sconfitte e pochissime vittorie. L’odore nauseante di case umide, ferite mai rimarginate, anime dolenti, violenze fisiche e psicologiche. Ma anche una determinazione feroce, quasi ferina, un’animalesca sopravvivenza; e voglia di riscatto, di un vero sorriso e di lasciare quello squallido teatrino che serve per ammaliare voraci clienti o per esorcizzare i propri e gli altrui dèmoni. Fiori di strada, struggenti e inosservati, le cui storie gridano per essere conosciute da tutti.

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